ROMA SEGRETA: IPOGEO DI VIA DINO COMPAGNI 21/02 ore 15:50- permesso Speciale Al Completo

Date: 2026-02-21 - 2026-02-21
Duration: 1 Day
Availability: 15

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ROMA SEGRETA: IPOGEO DI VIA DINO COMPAGNI- APERTURA STRAORDINARIA sabato 21/02 ore 15:50

Contributo: 55,00 euro a persona ( prenotazione gruppo, max 15 persone, visita guidata a cura della Pontificia Commissione archeologia sacra) ( Per questa visita è previsto il pre-pagamento, senza il quale la prenotazione sarà ritenuta nulla, al momento della richiesta vi verranno inviati i dati per il pagamento con appuntamento e tutto). La visita non è consentita ai minori di 16 anni Per questa visita non è possibile l’utilizzo dei voucher regalo.


Catacombe DSC_0590

Dopo il passaggio fortunato durante la trasmissione SuperQuark di Piero Angela che ci ha anticipato la bellezza straordinaria di questa catacomba Tra via Latina e via Dino Compagni, in zona Furio Camillo, abbiamo la possibilità  di visitare il sito archeologico con un permesso speciale rilasciato da dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra del Vicariato.

La targa ‘cas’ marca un anonimo tombino. E’ leggermente più grande degli altri, ma non tanto da destare alcun sospetto. Ma sotto quel tombino c’è un tesoro: uno degli ipogei più belli e meno noti di Roma che si svela solo agli sguardi dei più curiosi.
Non sempre i tesori si trovano alzando gli occhi. In questo caso, la storia è quella di un costruttore che negli anni ‘50 gettava le fondamenta della sua futura dimora.
Non sapeva che i piloni di cemento della sua abitazione si sarebbero trovati fianco a fianco con quelli, antichissimi, che alcune famiglie romane avevano eretto circa 1600 anni prima.
Sicuramente molto ricchi, probabilmente senatori, i facoltosi romani realizzarono, intorno al 350 d.C., una catacomba privata che potesse accompagnarli a miglior vita con splendidi affreschi. I loro nomi restano ignoti, così come i nomi degli autori dei dipinti.
Le scene raffigurate sono più di un centinaio e spaziano tra episodi biblici, motivi pastorali, animali, piante emiti dell’antica Grecia. Due mondi paralleli, quello pagano e quello cristiano, si guardano da una parete all’altra, testimonianza di una città che stava cambiando, riscoprendo la sua identità spirituale con un occhio rivolto al mondo pagano e uno ai nuovi insegnamenti cristiani che si stavano diffondendo.
Il fatto che le opere siano state realizzate da privati cittadini ha permesso una libertà d’espressione che non è così facile riscontrare altrove: le rappresentazioni spesso infrangono i canoni tradizionali, accostano il sacro al profano, attingono ai vangeli apocrifi.
Le pitture e le strutture delle catacombe sono in buona parte intatte, nonostante abbiano subito danneggiamenti per i lavori di costruzione del palazzo sovrastante, che hanno reso possibile il loro ritrovamento. Una volta denunciata la sua presenza, l’ipogeo è passato sotto l’ala protettrice della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra del Vicariato e l’ultimo restauro risale al 2000.